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Campania

Reggia di Caserta

Appartenente a Carlo III di Borbone, l’illuminato e magnifico sovrano, la Reggia, destinata ad emulare Versailles, fu opera dell’architetto Luigi Vanvitelli. Su una pianta rettangolare, il palazzo, che copre un’area di oltre 51.000 mq, s’alza per 42 m. lungo un fronte di 250 m.

I lati si allungano verso il vasto parco per 202 m. Una mole straminata con 1.200 stanze illuminate da 1.790 finestre. Oggi la Reggia è come uno splendido Museo di un’epoca e di un gusto, di uno splendore e di una ricchezza quale il reame di Napoleone più non conobbe.

 

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Piazza Plebiscito

Piazza Plebiscito è una delle principali piazze monumentali di Napoli. È circondata dalla lunga facciata del palazzo reale la cui costruzione risale al 1600, dal colonnato che fiancheggia la chiesa di S. Francesco di Paola, dal Palazzo Salerno e dal Palazzo della Prefettura.

La chiesa di S. Francesco di Paola venne eretta nel 1817-46 da Pietro Bianchi per volere di Ferdinando I di Borbone per solennizzare la riconquista del regno. Di stile neoclassico riproduce in proporzioni ridotte lo stile del Pantheon di Roma. Il colonnato di stile dorico fu fatto aggiungere successivamente da Gioacchino Murat. 

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Castel dell’Ovo

Il Castel dell’Ovo fa parte di un giro fortificato a difesa della città partenopea. I suoi punti di forza sono tutt’oggi visibili: Castel S. Elmo sul Vomero, Castel Capuano, Castel del Carmine e Castel Nuovo o Maschio Angioino. Castel dell’Ovo era la punta più avanzata della difesa, costruito su uno scoglio roccioso era collegato alla terraferma da uno stretto pontile troncabile. Nel 1503 venne distrutto dagli spagnoli che lo ricostruirono nel 1691.

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Maschio Angioino

È il Castel Nuovo, detto impropriamente Maschio Angioino poiché di origine Angioina (1279-82); venne però totalmente ricostruito sotto Alfonso I D’Aragona dal catalano Legrere (1443-53). 
Riportato dai restauri alla forma quattrocentesca, si presenta oggi come una compatta mole trapezoidale, rafforzata agli angoli da poderose torri cilindriche merlate.


 

Sulla facciata principale vi sono la Torre della Guardia, la Torre di Mezzo e la Torre S. Giorgio. Le prime due rinserrano il marmoreo arco di Trionfo, che fa da monumentale ingresso al Castello, eretto su disegno di Francesco Laurana a celebrazione del trionfo di Alfonso I D’Aragona nel 1443.

Notevoli per i valori artistico sono i rilievi con il trionfo di Alfonso I e le statue poste nelle nicchie. 

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Tempio di Nettuno

Il tempio detto di Nettuno, ma in realtà dedicato a Hera, fu costruito nel V sec. a.C. Il tempio fu così denominato nel Settecento perché ritenuto il più imponente e perciò degno ad essere dedicato alla divinità da cui la città prendeva il nome: Posidone, il dio del mare.

Il tempio di Nettuno misura 24,30x59,90 m., ha sei colonne sui lati corti e quattordici sui lati lunghi. La cella è preceduta da un pronaos in antis con due colonne fra le ante ed è seguita da un opistodomos.

All’interno la cella è divisa in tre navate da due file di colonne in doppio ordine: quelle superiori sono più piccole di quelle inferiori, questo, oltre a conferire maggiore monumentalità al tempio permetteva di distribuire in modo migliore il peso del tetto, del quale però, non rimane nessuna traccia.

Una delle particolarità del Tempio di Nettuno è costituita dalla curvatura delle orizzontali, questi accorgimenti tecnici detti correzioni ottiche, anticipano quelle attuate nel Partenone di Atene.

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Arco Traiano

L’Arco di Traiano a Benevento venne costruito tra il 114 e il 117 d.C. a capo della Via Traiana, che, costruita dall’Imperatore Traiano, serviva per abbreviare il percorso tra Roma e Brindisi.

L’Arco è uno degli esempi più importanti dell’arte romana, entrambe le facciate sono occupate da pannelli scolpiti alternati a fasce con immagini decorative. I pannelli delle facciate e l’interno del fornice raffigurano storie ed episodi della vita di Traiano.

L’Arco è alto 15,60 m., mentre il fornice è alto 8,60 m. ed è perfetto per il suo stato di conservazione.

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Foro, Basilica e Tempio di Apollo e Diana

Pompei fu, con Ercolano, completamente distrutta nell’estate di 19 secoli fa, il 24 Agosto del 79 d.C., quando il Vesuvio riprese improvvisamente la sua attività eruttiva. L’eruzione, che pur fece numerose vittime, assicurò al tempo stesso la consacrazione, come una sorta di realistico fotoreportage, delle testimonianze di un ambiente e di un modo di vivere così tipici, come quelli della società romana nel periodo della sua massima opulenza. I resti della Città furono scoperti in maniera fortuita verso la fine del ‘500 e gli scavi avviati regolarmente solo nel 1748, da Carlo III di Borbone.

Oggi la zona è aperta al pubblico e, oltre alle case e alle vie, particolarmente suggestive, sono ammirabili fra l’altro: il Foro, centro di vita pubblica, è una piazza rettangolare allungata da nord a sud e orlata di portici; sul fianco occidentale vi è la Basilica, monumento tipico del mondo romano, è il più importante degli edifici pubblici a Pompei.

Costruito in età sannitica, era destinato alle più varie attività: giudiziarie, commerciali, politiche. Sullo stesso lato vi è il Tempio di Apollo, altrimenti detto di Diana, per le due statue bronzee che esso contiene, dedicate appunto ai due mitici personaggi.

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Maschio Angioino

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