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Luna park della scienza

Giochi e curiosità

 

 

Il gioco è da sempre una fonte inesauribile di divertimento e curiosità: ecco perché al Luna Park della Scienza si utilizzano di frequente alcuni classici giochi per introdurre concetti importanti.

Ad esempio, il nastro di Moebius è l'occasione per introdurre importanti concetti di topologia per le classi delle scuole superiori; il gioco delle carte è un semplice gioco di logica matematica; sollevare una persona solo con le dita appare stupefacente, eppure, soffermandosi a ragionare, è un esercizio quasi banale di divisione del peso. Nel seguito riportiamo solo alcuni dei tanti giochi e situazioni che vengono ricreati qui al Luna Park. Di alcuni riportiamo la soluzione, su altri vi invitiamo a ragionare!

Specchio infedele

"Il suono è una vibrazione dell'aria, non uno spostamento d'aria": esperimento del cannone.

Ascoltare meglio

Lo "specchio infedele": Galileo chiede a Simplicio se la sua immagine allo specchio è veramente uguale al Simplicio "reale"; Simplicio risponde di non poter rispondere perché l'immagine del Simplicio che lui conosce è sempre quella che lui vede allo specchio. Galileo chiede allora se c'è un modo semplice di rispondere al suo quesito: Simplicio ci pensa ma è impacciato. Allora Galileo mette nella mano destra di Simplicio una scopa e lo fa specchiare, poi gli domanda in quale mano tiene la scopa. Simplicio risponde perplesso che tiene la scopa nella mano destra. Galileo quindi invita Simplicio a guardare la sua immagine riflessa dallo specchio e a stabilire con quale mano quell'immagine tiene la scopa: la sinistra! Quindi il Simplicio "riflesso" è diverso dal "vero" Simplicio.

Il re Buio non conosce lo specchio e, trovatosi di fronte a questo, dice: "Chi è quel bruttone lì?" Mago Merlino spiega che l'immagine che vede lì non è il re Buio, infatti... il re Buio è molto più bello (ma è possibile allora vedere il Re come realmente è?) Mago Merlino con il suo ingegno dice: "Perché non fare in modo che lo specchio cambi la destra con la sinistra due volte? Se si può ottenere questo allora questo doppio scambio riporta l'immagine alla sua vera configurazione". Esperienza aggiuntiva: il triplo specchio ed il cosiddetto "occhio di Dio".

 

Nastro di Moebius

Il nastro di Moebius. Costruire un nastro di Moebius abbastanza grande e coivolgere uno spettatore per fargli tracciare una linea che percorre tutto il nastro e che incredibilmente si ricongiunge al punto di partenza (cosa succede tagliando il nastro lungo la linea tracciata?).

Riferimento all'utilizzo del nastro di Moebius per distribuire su ambo i lati l'usura, ad esempio di una cinghia (e quindi farla durare più a lungo).

 

Carte telepatiche

Il gioco delle carte telepatiche. Preparare un cartellone con 6 carte da un lato e 5 dall'altro lato; è consigliabile un solo cartellone con le carte su entrambe le facce, perché lo spettatore deve essere indotto a dimenticare quelle viste sulla prima faccia mostrata e avendo così l'impressione che effettivamente sull'altro lato queste vengano riportate fedelmente, eccetto quella "pensata" dallo spettatore).

Le sei carte da una parte del cartellone sono a scelta, ma, ad esempio, dovrebbero contenere solo figure o solo carte che non sono figure. L'esperimento si può ripetere con più cartelloni, giocando ogni volta con le proprietà "telepatiche! di Galileo (o Mago Merlino).

 

Specchio!

Il gioco dello specchio (Galileo mostra a Simplicio stupito come è possibile "volare" e come si può "ingoiare" un bastone di legno, il tutto grazie all'illusione ottica prodotta da uno specchio).

 

Strani colori

Il gioco dei "colori che il cervello non riesce a dire" (si può provare questa situazione su uno spettatore che, alla domanda se conosce i colori, risponde sicuramente di sì). Si tratta di una situazione in cui l'area del cervello deputata alla sintesi delle informazioni provenienti dai due emisferi si trova in difficoltà, perché le informazioni che deve elaborare sono contrastanti.

Preparare un grosso cartellone, ad esempio con cinque file di quattro parole. Prima di fare l'esperimento vero e proprio si può iniziare con un cartellone con parole in latino o in francese, ciascuna delle quali indica un colore diverso da quello con cui è stata stampata. Successivamente si può provare con un cartellone dove invece compaiono parole italiane (ad esempio, la parola "rosso" scritta in verde e così via). Lo spettatore è invitato, come la prima volta, a dire il nome del colore con cui sono scritte le diverse parole. L'effetto è che, dopo due o tre parole, lo spettatore si trova effettivamente impacciato nel riconoscere i colori.

È interessante inoltre proporre ad uno spettatore il quesito: se uno ha un oggetto davanti a sè e ciascuno dei due occhi vede l'oggetto, come fa il cervello a capire che in realtà si tratta di un unico oggetto e non invece di due? Si può produrre un'illusione ottica in cui allo spettatore vengono fatti vedere contemporaneamente due oggetti uguali (ciascuno per occhio) e far sì che il cervello creda di averne davanti solo uno?

 

Dita forzute

Le dita hanno molta più forza di quanto non immaginiate! Cinque persone sollevano con la sola forza dei loro indici una persona seduta (uno spettatore).

La persona da sollevare deve sedersi in posizione eretta con il collo teso e le braccia leggermente alzate piegate ai gomiti, le mani rivolte verso il basso e rilassate (questo per distribuire in egual misura il peso sui cinque indici). Due persone di lato vicino alle ginocchia di quella seduta mettono il loro dito indice nell'incavo sotto il suo ginocchio; altre due persone di dietro infilano completamente l'indice sotto le ascelle della persona seduta; l'ultima, di fronte o di lato, metterà l'indice sotto il mento. Al "tre", tutte le cinque persone sollevano verso l'alto la mano e la persona seduta "vola" in aria!

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