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Luna park della scienza

Trompe l'oeil

Letteralmente "inganna l'occhio", ma chi ci dice che sono proprio e sempre, gli occhi ad ingannarci? È "trompe l'oeil" o "trompe le cerveau"? Insomma: è la vista che inganna il cervello o è il cervello a ingannare la vista? O l'uno e l'altra a vicenda?

Proviamo qui a riprodurre qualche inganno; d'altra parte, "sbagliando s'impara", e "sbagliando spesso (forse) si impara meglio". Così, almeno, saremo in grado di capire al volo (questa volta però senza inganni) qualche interessante proprietà del nostro cervello. Osservate le due fotografie qui sotto: queste riportano indubbiamente la foto di una bella ragazza; per il resto non sembra ci sia nulla di speciale.

[Esperimenti di illusioni ottiche]

Due fotografie della stessa persona: ne siete davvero sicuri?

Semplicemente, a guardarla, l'immagine più a destra sembra quella sinistra capovolta: eppure (chi sospetta qualcosa lo avrà già fatto) provate a girare il foglio (o a guardare dal rovescio lo schermo se vi trovate a leggere questa pagina davanti al vostro PC) guardando così dal diritto l'immagine capovolta. Con sorpresa la ragazza "capovolta" è davvero "orribile": infatti occhi e bocca sono stati volutamente e "orribilmente capovolti" nell'immagine rovesciata, cosicché, se la ragazza a sinistra accenna un sorriso, la ragazza capovolta sembra fare una smorfia. Rendersene conto è ancora più facile (di intuire che un semplice ribaltamento non può trasformare sorrisi in smorfie): se la ragazza "diritta" guarda verso destra, una riproduzione capovolta fedele dovrebbe farla guardare verso sinistra, e così non è.

Gli studiosi insegnano che quando deve interpretare un'immagine capovolta, il cervello è "sollecitatissimo" e impiega tutte le semplificazioni di cui è capace per dare un senso a ciò che gli comunicano gli occhi. In questo caso è troppo impegnato a capire che l'immagine che gli sta pervenendo è quella di un volto, per esaminare eventuali dettagli o difetti. Rimettendo l'immagine diritta, ha tempo di rendersi conto di tutti i dettagli presenti, e così anche di tutto ciò che risulta strano.

Così, in un mondo capovolto, meglio, in un mondo in cui la visione è capovolta, almeno per i primi tempi (cioè prima che il cervello si abitui), inciamperemmo continuamente per strada, compreremmo macchine ammaccate vendute per nuove, e magari, sposeremmo pure donne (uomini) veramente brutte. Ora provate a "dire" ad alta voce i colori delle parole riportate qui a fianco (per es. il colore dell'inchiostro con cui sono state stampate). A meno di reminiscenze dello studio del latino, l'esercizio è semplice: magenta, blu, viola, celeste ecc.

[Illusione ottica, esperimenti]

I colori delle parole sono facili da identificare, in quanto ad ogni parola non è associato un significato fuorviante.

Provate ora la stessa cosa con le parole riportate nella pagina seguente; dovete promettere di leggerle veramente tutte, dall'inizio alla fine, quelle parole, e sforzandovi di "correre!!

[Gioco di illusione ottica]

I colori delle parole risultano difficili da identificare poiché ogni parola è scritta con un colore diverso da quello indicato dalla parola stessa.

Posso scommettere almeno i lacci delle scarpe che, ad un certo punto (all'incirca all'inizio della seconda riga) vi troverete impacciati e non saprete più andare avanti. Il cervello, infatti, è diviso in due diverse regioni, ciascuna delle quali svolge un compito diverso: una regione è specializzata nel linguaggio, e quindi nella comprensione del significato della parola scritta, l'altra è specializzata nel riconoscimento dei colori.

Mentre si legge (e quindi si guarda) una di queste parole, le due regioni percepiscono informazioni diverse, inconsistenti tra loro a causa del "trompe" precedente. Da una parte il significato della parola, dall'altra la comprensione del colore (e la regione del cervello corrispondente, a differenza dell'altra, non si preoccupa di identificare le lettere e di assegnare loro un significato). Quando il cervello fa una sintesi delle due informazioni si trova di fronte a due "input" contrastanti, e questo crea confusione: se eliminate questo "contrasto" eliminando uno dei due input (ad esempio, pronunciando per ogni parola solo il colore della prima lettera, senza leggere le altre), allora il senso di impaccio e di difficoltà scompare. Ma provate ora a guardare l'immagine riportata qui sotto.

[Esperimenti di illusioni ottiche]

Riuscite a percepire che cosa viene raffigurato in questa immagine?

Da vicino i singoli quadrati attirano l'attenzione e l'impressione è quella di una serie più o meno "insignificante" di quadrati molto netti di colore omogeneo. Se però si guarda l'immagine sufficientemente da lontano, allora questa acquista una forma definita. I singoli quadrati non sono più nitidi come prima e si "fondono" ora gli uni con gli altri (i miopi, almeno in questo caso, saranno favoriti nel riconoscimento dell'immagine da lontano!). Il cervello opera così un processo interpretativo basato sulle somiglianze di colore e comincia a comporre un'immagine (parte del volto della Statua della Libertà, in questo caso!) attingendo alla sua memoria visiva.

In sostanza, la stessa cosa vale per un quadro impressionista, dove tutti i "punti" di colore assumono un significato unificato solo ad una distanza non troppo ravvicinata, per esempio quella per cui il cervello non li distingue più e li mescola fino a ricomporre l'immagine. Non è banale, a questo punto, chiedersi cosa "vedessero" gli stessi autori costretti vicino alla tavolozza.

Infine, guardate bene queste sei carte e sceglietene mentalmente una: ebbene, l'immagine che segue questa non contiene la carta alla quale avete pensato (straordinarie capacità telepatiche del foglio?).

[Esperimento scientifico con carte da gioco]

Scegliete mentalmente una carta tra quelle indicate

[Esperimento su come leggere nel pensiero]

Ora, leggendo nel vostro pensiero, abbiamo fatto scomparire proprio quella che avete pensato!

L'unico modo che avevamo (senza sperare in fantomatiche proprietà telepatiche e di riadattamento del foglio) per riuscirci (e... spiazzarvi) era non riportarne nemmeno una di quelle mostrate precedentemente.

In effetti è proprio così, anche se l'inganno qui è quello di riportare le stesse carte, ma con semi e colori diversi, e quindi carte diverse. La memoria in questo caso viene quasi interamente "riservata" o "destinata" alla carta scelta, cosicché per le altre si ricorda solo il tipo (sette, nove...), perdendo così l'informazione sul seme e sul colore ed avendo quindi l'impressione erronea che alcune carte vengano effettivamente riportate successivamente. Insomma, è proprio vero che... (trovate un modo per leggere cosa, è vero?)

[Esperimenti visivi al Museo della scienza di Rimini]

Le indicazioni agli automobilisti riportate sull'asfalto utilizzano lo stesso trucco: quello di allungare la scritta in un senso, perché l'automobilista vede la scritta dalla posizione di guida per cui la stessa scritta appare ristretta nel verso dell'allungamento, e quindi chiaramente leggibile.

Ebbene, al Luna Park troverete anche un'ampia gamma di illusioni ottiche che vi lasceranno davvero sorpresi.

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