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Marche

Piazza del Popolo

Il Duomo di S. Ciriaco è il più importane monumento cittadino. Questa chiesa sorse circa nel IV sec. ma successivamente subì numerosissime trasformazioni. Nel XIII sec. venne aggiunto il protiro e moltissime altre alterazioni fino a che nel 1883 furono iniziati i lavori per restituirle l’aspetto originale. Notevole è il portale riccamente ornato. Anticipato da un protiro dona agli archi che lo compongono un suggestivo effetto, con quattro colonne di cui due poggianti su leoni. Sotto l’arco troviamo i simboli degli Evangelisti.

La Fontana del Calamo viene chiamata anche delle Tredici Cannelle ed è uno dei monumenti più caratteristici di Ancona. Le tredici maschere, dodici di bronzo e una di pietra, sono curiosi elementi decorativi che gettano acqua proveniente dal vecchio acquedotto cittadino.

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Palazzo degli Anziani, Fontana del Calamo e Duomo di S. Ciriaco

Il Duomo di S. Ciriaco è il più importane monumento cittadino. Questa chiesa sorse circa nel IV sec. ma successivamente subì numerosissime trasformazioni. Nel XIII sec. venne aggiunto il protiro e moltissime altre alterazioni fino a che nel 1883 furono iniziati i lavori per restituirle l’aspetto originale.

 

Notevole è il portale riccamente ornato. Anticipato da un protiro dona agli archi che lo compongono un suggestivo effetto, con quattro colonne di cui due poggianti su leoni. Sotto l’arco troviamo i simboli degli Evangelisti.

La Fontana del Calamo viene chiamata anche delle Tredici Cannelle ed è uno dei monumenti più caratteristici di Ancona. Le tredici maschere, dodici di bronzo e una di pietra, sono curiosi elementi decorativi che gettano acqua proveniente dal vecchio acquedotto cittadino.

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Castello di Gradara

Le prime notizie sul castello di Gradara risalgono al 1162 quando apparteneva al comune di Pesaro. Successivamente sotto i Malatesta, che lo tennero fino al 1463, sotto gli Sforza e sotto i della Rovere che vi succedettero fino al 1631, il Castello di Gradara venne via via rafforzato, ingrandito, abbellito, come fortilizio e come splendida residenza signorile.

Ancora oggi, addossato alla primitiva torre duecentesca, si erge intatto con la sua rocca dalle torri poligonali e dai merli a coda di rondine, con il ponte levatoio davanti alla rocca, la piazza d’armi, il borgo quattrocentesco, il doppio recinto di mura merlate alla guelfa, le tante torri rettangolari e i camminamenti di ronda.

La famosa tradizione di questo castello narra la storia di Gianciotto Malatesta che avrebbe pugnalato la moglie Francesca e il fratello Paolo. Questo delitto Ispirò Dante nel V canto dell’Inferno della Divina Commedia e Francesca da Rimini fu considerata il simbolo della libertà dell’infelicità dell’amore.

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Castello di San Leo

Sull’alto della rupe, in posizione inespugnabile, sorge la Rocca che si presenta maestosa con la sua cortina a beccatelli e i poderosi torrioni cilindrici.

Di origine medievale, fu ampliata da Francesco di Giorgio Martini (sec. XV), per incarico di Federico III di Montefeltro. Vi furono rinchiusi, fra gli altri, il Conte Cagliostro, che qui morì il 26 agosto 1795 e Felice Orsini. Nelle sale vi sono un museo e una pinacoteca.

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